Contrabbando di merci e fuga di esseri umani: il confine tra Fextal e Val Malenco

La conferenza, corredata da illustrazioni della dottoressa Mirella Carbone e di Joachim Jung, approfondisce il periodo compreso tra il 1930 e il 1948.
Soprattutto durante la Grande Depressione, l'era fascista e la Seconda Guerra Mondiale, gli abitanti della Valmalenco utilizzarono gli impervi e pericolosi passi di montagna che conducono alla Val Fex per trasportare merci di contrabbando, ad esempio attraverso la Fuorcla Fex-Scerscen (3.100 m) o il Passo dal Tremoggia (3.014 m). Nei mesi successivi all'armistizio tra l'Italia e gli Alleati dell'8 settembre 1943 e alla successiva occupazione tedesca del Nord Italia, decine di profughi – disertori e obiettori di coscienza italiani, prigionieri di guerra evasi ed ebrei di varie nazionalità – tentarono di raggiungere la Svizzera attraverso questi passi alpini. Grazie a documenti inediti, i relatori, la Dott.ssa Mirella Carbone e Joachim Jung, sono riusciti a ricostruire alcune di queste storie di fuga, non sempre coronate da successo. Inoltre, il loro interesse si è concentrato sulle difficili condizioni di lavoro e di vita del personale della guardia di frontiera svizzera nei remoti posti di guardia di montagna come quello della Val Fex, di cui si parla anche nel testo.
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